Si riferisce alla verginità e tutto quanto è puro. Dicono che sia una divinità triste e funesta, molto dura nel carattere e nei sentimenti. Vive nei cimiteri, tra le tombe e i morti. In sua presenza non è possibile svestirsi, avere amori e discussioni, parlare a voce alta e comportarsi grossolanamente.

Si dice che Yewà abiti "nella fossa" di ogni defunto. È incaricata della decomposizione del corpo e di tutto quello che rimane dopo la morte. I suoi assistenti sono i vermi, larve ed i batteri che si formano all'interno della carne per farla imputridire e cadere dalla struttura ossea. Potremmo dire che il midollo delle ossa sia il dessert di Yewà.

Si può vedere la faccia di Yewà soltanto se si è morto. Ma prima della morte, lei compare nei sogni o nelle visioni coprendosi con un velo integrale che raggiunge il pavimento. Yewà emana una vibrazione di dispiacere e tristezza così pesante che i vivi si sentono schiacciare dal peso della sua presenza se rimane per più di alcuni minuti.

Yewà è la figura eterea che ha generato il feto nel ventre materno ed è l'entità incaricata della distruzione della carne, cartilagini e dei tendini attaccati alle ossa.

Yewà vive nelle mezze luci, nell'aria eterea che è molto vicina al nostro mondo. Un posto denominato anche "regno delle ombre".

Mentre lei lavora sul corpo, la consapevolezza della persona defunta può vagare all'interno delle terre del cimitero, finché non si accorgerà del suo nuovo stato. Quando tornerà a vedere cos'è rimasto del suo corpo il lavoro di Yewà sarà completamente finito. A questo punto —dicono alcuni vecchi— l'ombra della persona si sarà dissolta o sarà morta per seconda volta, perché finalmente avrà capito il suo nuovo stato.

La forza di Yewà lavora sulla repressione ed il ritegno così come il perdono dei cosiddetti peccati o errori commessi durante la vita terrena. Yewà consuma tutti i dubbi, timori e le negatività che i defunti hanno tenuto all'interno dei loro tessuti e struttura cellulare. Restituendo questa materia alla terra con essa sarà assorbita e riciclata tutta quella energia cattiva. La terra del camposanto perdona tutti i peccati. Ed è responsabilità di Yewà che gli uomini passino per una finale e profonda pulizia spirituale. Yewà elimina o esorcizza le malvagità e i peccati della carne, un processo che potrebbe essere impedito dall'imbalsamazione chimica o la cremazione. Forse è meglio essere consumati in un periodo naturale che agevoli il processo purgativo di Yewà che vagare in un limbo artificiale di negatività.

Veste in rosa e ha una corona adornata con numerose conchiglie, le stesse che vengono utilizzate per la divinazione.

Protegge dalla tubercolosi, dalla estrema magrezza, dalla tristezza e dalla depressione.

Viene sincretizzata con santa Chiara di Assisi e il suo giorno è il venerdì.