Oggùn ricoperto col miele di Oshùn
19/apr/2007 21:58
Oggùn, il padrone del ferro e del progresso della civiltà umana, è un campagnolo irascibile e solitario.
Quando gli orishas scesero a conquistare la terra hanno avuto il suo aiuto perche non c'era modo di dare un passo nella foresta infinita. È stato proprio lui a tagliare i tronchi e le erbacce col suo instancabile machete per aprire lore le strade.
Allora viveva coi suoi genitori, Obatalá e Yembo ed anche coi suoi fratelli Ozun, Oshosi ed Elegguà.
Oggùn era innamorato di sua madre e parecchie cercò di violentarla, ma non ci riusciva grazie al controllo di Ozun. Finalmente ci riuscì dando da mangiare tanto mais a Ozun che si addormentò e non seppe niente di quel che accadeva in casa. Ma Obatalà arrivò quando meno se l'aspettavano e lo sorprese violentando sua madre. Prima che Babà potesse dire parola, Oggún ha esclamato: “No Babà, io stesso mi maledirò. Mentre il mondo sia mondo l'unica cosa che farò sarà lavorare per servire gli Orishas". Ed è andato a vivere nella foresta, senza altra compagnia che quella dei suoi cani. Visse nascosto degli uomini e degli orishas e non si faceva vedere da nessuno che no fosse il suo caro fratello Oshosi, il cacciatore.
Lavorava senza sosta, senza alcun riposo, diventando sempre più amaro dentro. Oltre a produrre oggetti col ferro, si è dedicato a produrre afoshè che distrubuì nelle acque di tutto il mondo, finché l'arayé ha dominato il mondo.
Fu allora che Oshùn ha messo piedi nella foresta e l'ha chiamato col suo canto e lo ha incitato a provare del miele della vita. Dopodiché Oggùn ha continuato a lavorare, ma senza amarezza, ed ha smesso di produrre l'afoshè che metteva disordine nel mondo.
Alcuni dicono che una volta sotto gli effetti dell'amore per Oshùn, lei l'abbia portato fino ai piedi di Olofin e che l'abbiano incatenato, ma quella è solo una leggenda. Quando mai una catena è potuta essere più forte del miele di Oshùn?
afoshè: polvere magica di natura cattiva
arayè: litigi




